Non temete. Non voglio parlare di malavita, di rapine, di scippi, di sciroppi.
Voglio parlare della paura. La paura come concetto astratto. La paura come pietanza. La paura come sentimento che pervade ogni giorno ognuno di noi, un sentimento che spesso genera in noi una serie di altre sensazioni come la vergogna, l'ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l'offesa.
Perchè viene la paura? La paura dilaga nella vita di un essere vivente fondamentalmente perchè l'essere vivente è pensante in quanto tale, tanto pensa cotanto alla sopravvivenza quanto tanto alla propria incolumità e stabilità emotiva. Quanto? Questo sentimento bislacco è la protezione che ci diamo per evitare la pazzia o la morte fisica. Allora succede che per paura ci isoliamo dalla società, lasciamo i fidanzati/e, costringiamo il prossimo ad adeguarci a noi stessi, imponiamo ciò che temiamo e lo seminiamo nel logos di chi ci sta più vicino. Questo è un grosso errore, e la soluzione sta nella ragione. Chi è razionale capisce che la vita ha una fine e che la vita va vissuta a pezzettini, come se ogni giorno fosse una piccola vita a sè stante. Oggi ho la ragazza, domani no. Oggi sono uomo. Domani sono donna. Oggi mi vedo la nerchia. Domani anche. Questo è l'unico segreto che mi sento di svelare al mondo intero, per evitare di aver vissuto sotto comportamenti convulsivi, per evitare di aver vissuto senza lasciare il segno, per non essere eterni nescio nomen.
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