martedì 27 febbraio 2007

Un cucchiaio di vita in brodo

Oggi volevo seminare tra di voi un pensiero che è già abbastanza diffuso, ma mi sta molto a cuore. Starà a voi poi farlo crescere rigoglioso o, purtroppo, lasciarlo morire del dimenticatoio come un vecchio e brutto ricordo.
Ecco oggi volevo porvi davanti a un dilemma che capita a tutti nella vita: mangiare la minestra o non mangiarla?
Mi spiego meglio: non è un semplice dilemma culinario o da buongustai... altrimenti avrei chiesto se è meglio una bella pasta con le gondole voraci o i funghi traforati... magari accompagnati da un buon bicchiere di latte a lunga conversazione. NO! EH NO!
Il mio è un ragionamento ben più profondo, io individuo questo dilemma come un pilastro fondamentale del cammino della vita di ognuno di noi. Il mangiare o non mangiare la minestra sta a significamen un qualcosa di più elevato.
Ebbene, quando eravate piccoli e la mamma voleva contringervi mangiare la minestra, voi cosa facevate?
Questo momento topico della vostra vita vi ha indirizzato verso un modus operandi, una forma mentis e uno psycho mantis ben preciso.

"Rifutare la minestra" significa "no, non voglio che mi si dica cosa devo fare" ovvero il voler condurre una vita da vincente, deciso, sicuro di se. "Accettare la minestra" controvoglia significa "si accetto di essere sottomesso" ovvero aspettarsi e volere una vita da perdente, dove le sfide saranno evitate (soprattutto le sfide contro i muri), dove persisterà un enorme difficoltà nel rapporto con il prossimo e anche quello dopo.

Non vi preoccupate quindi se avrete accettato sempre la minestra, siete comunque degli esseri positivi, con degli ottimi pregi... uno su tutti, essere il termine di paragone opposto all'eccellenza, senza il quale l'eccellenza stessa non verrebbe riconosciuta. Ora scusate il mio esporre tali verità in modo un po' goliardico ma purtroppo è nel mio carattere: sodomizzo tutto.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

bella li :)
pero' secondo me andava citato anche il famoso detto "o mangi la minestra, o salti la finestra", cosicche' si puo' affermare che chi ha rifiutato la minestra, oltre che ad essere un vincente, ha anche buona probabilita' di diventare un buon atleta nel salto il lungo o nel salto in alto o anche in quello in basso.

Nicola

Stex ha detto...

Anche io ho pensato ad uno Psycho Mantis riguardo alla minestra, ma non riesco a farla passare per i fori della maschera… comunque il fatto di mangiare la minestra comporto una ramificazzone… tra chi la mangia c'è:
A - chi la mangia normalmente
B - Chi la succhia

Chi la mangia normalmente è come le olive, sgocciolate… si è arreso al suo Status Quo wathever you want Africa…

Chi la succhia nutre ancora il seme della resistenza, cova l'uovo della disubbidienza, mangia pane a rivoluzione… ma è sceso a compromessi con se stesso per il quieto vivere…

A me la minestra piace molto, specie se è di pomodoro… comunque, gettiamo questo ben di dio dalla finestra!

MRB ha detto...

Mi sembra che questo articolo non prenda in considerazione quella piccola fetta di golosoni che la minestra se la mangiavano volentieri anche da piccoli e ponevano le loro personali sfide col sistema su piani più elevati. non intendo dire che chi percorreva la strada della battaglia alla minestra fosse un inetto, ma penso che siate tutti d'accordo nel dire che le battaglie della vita sono ben altre e che prima le si affronta e meglio è! Vorrei inoltre spruzzare un'arancia in favore della minestra di verdura, soprattutto se con una buona componente di fagioli, che permette di tirare bombette puzzose veramente interessanti

Anonimo ha detto...

io da giovine la minestra la sputavo fuori dalla bocca, segno che non mi facevo mettere i piedi in testa. Ora che sono cresciutello la minestra la mangio volentieri: solo gli stupidi non cambiano mai idea