venerdì 2 febbraio 2007

Quei tre minuti fatidici

Leggevo sul giornale che il momento in cui l'uomo fa la maggior quantità di pensieri erotici è tra lo scattare del semaforo rosso e lo scattare del semaforo verde mentre si sta andando a lavoro. Sono tre minuti, ma vogliamo parlare del significato di questi tre minuti?

Questi tre minuti in realtà vogliono significare molto, moltissimo.

Andiamo ad analizzare prima l'enviroment in questione: la propria auto, il rumore assordante dei clacson e delle persone indemoniate che urlano, l'olezzo di gomma bruciata che ti penetra nelle narici, il caos che domina il cammino da percorrere, la radio che senti ma non ascolti, il maledetto pupazzo appeso allo specchietto che ti guarda penzolante con quell'espressione come volesse dire "perchè mi impicchi", la quarantenne pepata che ti si affianca al semaforo e inizia a truccarsi.

A un certo punto... il rosso.

Un sospiro fuoriesce timidamente dalle membra. Sembra voler dire "Fermati, hai tre minuti di calma, poi si ricomincia". E allora la mente vaga, vaga e va nella direzione opposta alla quotidianità, va verso i sogni, verso la trasgressione, verso la libertà.

Un momento in cui pensi a ciò che vorresti essere varamente, che è completamente opposto a ciò che la vita ti ha portato ad essere... e ti ostini a trascinarti nel perbenismo.. Quanto bello sarebbe entrare in ufficio e nel momento in cui la collega prorompente si piega per raccogliere un foglio BUM!!!! Ed ecco che immagini tutte le cose che faresti, schiaffetti qua e là, parolacce, gesti volgari... VERDE!

Non hai il tempo di arrivare alla conclusione, ecco la fregatura. Il verde scatta inesorabile, e vuole dirti "si dai, adesso basta, tanto non avrai mai il coraggio di fare queste cose, sei un mediocre come tutti, sei un malsano miserizzo!"

Le soluzioni sono queste: o prendo il treno/autobus, oppure passo col rosso.

Io, onestamente, prediligo la terza.

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